Nei locali che ospitano apparecchiature radiogene la barriera protettiva deve essere continua: una parete schermata perde efficacia se il vano di accesso non offre un’attenuazione equivalente. Per questa ragione negli ambienti radiologici si installano porte piombate, cioè serramenti nei quali è incorporato uno strato di piombo dimensionato sul livello di protezione richiesto.

Come sono costruite

L’anta è di norma un tamburato di legno ad alta densità al cui interno viene inserita una lamina di piombo di prima fusione, calibrata perché lo spessore resti uniforme su tutta la superficie. Il rivestimento esterno si sceglie in funzione dell’ambiente: laminato plastico antigraffio nei corridoi e nelle sale d’attesa, acciaio inox dove sono richiesti requisiti specifici di igiene e resistenza. Le bordature perimetrali sono rinforzate con profili in alluminio estruso, perché il peso dell’anta è molto superiore a quello di una porta ordinaria e sollecita cerniere e telaio.

Il punto critico è il perimetro

La schermatura non riguarda solo l’anta. Anche stipiti e coprifili vengono piombati internamente e il telaio è realizzato con una geometria a labirinto, in modo che la giunzione fra serramento e muratura non lasci un percorso libero alla radiazione. Lo stesso criterio vale per gli oblò: le visive sono realizzate con vetri ad alto contenuto di ossidi di piombo e bario, con attenuazione coerente con quella dell’anta in cui sono inseriti.

A battente o scorrevole

La versione a battente, a una o due ante, è la soluzione ricorrente. Quella scorrevole si adotta dove lo spazio di manovra è ridotto o dove l’anta raggiunge dimensioni e pesi rilevanti: il movimento è affidato a una monorotaia in alluminio con carrelli, guida antisbandamento alla base e dispositivi di fine corsa. In entrambi i casi la scelta dipende dal layout della sala e dai percorsi previsti per lettighe e apparecchiature.

Il dimensionamento

Lo spessore equivalente di piombo non è un dato di catalogo, ma il risultato di un calcolo dell’esperto di radioprotezione, che considera la tensione di lavoro dell’apparecchiatura, il carico di lavoro e la destinazione dei locali adiacenti. Il serramento va quindi definito insieme al progetto di schermatura dell’intero ambiente e non scelto separatamente, perché la protezione dipende dalla continuità dell’insieme.

Di editor